La stipsi o stitichezza è un sintomo comune nel mondo occidentale, e costituisce una importante fonte di disagio e di costi sociali. Tende ad essere più frequente nelle donne rispetto agli uomini, nei bambini rispetto agli adulti, negli anziani rispetto ai giovani. La stipsi grave (persone che hanno ad esempio 2 evacuazioni al mese) si osserva esclusivamente nelle donne.

Cause:

E’ generalmente multifattoriale e può dipendere da malattie sistemiche, neurologiche, o farmacologiche. Esistono almeno tre suddivisioni fondamentali in base al meccanismo:

  • transito intestinale normale (59%)
  • transito intestinale rallentato (13%)
  • disturbo della defecazione[1] o della evacuazione rettale (25%)
  • combinazione di transito rallentato e disturbo della defecazione (3%)

 

La forma con transito normale è la condizione riscontrata più di frequente. In questi pazienti il tempo del transito attraverso il colon è normale e pure la frequenza delle evacuazioni, tuttavia essi ritengono di essere stitici. In questo caso la stipsi dipende dalla percezione di difficoltà nelle evacuazioni o dalla evacuazione di feci dure. Il paziente può provare senso di rigonfiamento addominale, dolore e fastidio addominale e presentare variabile disagio. Alcuni hanno una maggiore distensibilità del retto, ridotta sensibilità rettale o entrambe. I sintomi della stipsi tipicamente rispondono alla terapia con dieta ricca di fibre o con l’uso e l’aggiunto di lassativi osmotici. La mancata risposta a questo trattamento può indicare un disturbo del transito o della defecazione.

Disturbi della defecazione:
Sono tipicamente dovuti ad un disfunzione del pavimento pelvico o dello sfintere anale. Si utilizzano altri termini per descrivere i disturbi della defecazione quali anismo, dissinergia del pavimento pelvico, contrazione paradossa del pavimento pelvico, defecazione ostruita, ostruzione funzionare rettosigmoidea, sindrome del pavimento pelvico spastico, ritenzione fecale funzionale del bambino.
La ritenzione fecale funzionale del bambino può risultare in una encopresi[2] secondaria dovuta alla filtrazione di feci liquide intorno alle feci impattate nel retto, che può portare inizialmente a duna diagnosi errata di diarrea. Il tentativo di evitare il dolore associato sia con il passaggio di feci dure e voluminose o una ragade anale[3] o delle emorroidi[4] possono risultare in disturbi della defecazione.
Anomalie anatomiche come l’intussuscezione rettale, il rettocele, il sigmoidocele ostruente, e una eccessiva discesa del perineo sono cause meno comuni di disordine della defecazione. L’incapacità del retto di svuotarsi in maniera efficace può essere dovuta alla incapacità di coordinare i muscoli addominali, rettoanali e del pavimento pelvico durante la defecazione . Queste disfunzioni possono essere identificate clinicamente e con l’uso della defecografia, una radiografia effettuata riproducendo l’evacuazione, dopo aver introdotto nell’ampolla rettale del mezzo di contrasto con un clistere[5]. E’ importante sapere che ignorare o sopprimere lo stimolo defecatorio può contribuire allo sviluppo della stipsi lieve, prima che il disturbo diventi grave.

Stipsi a transito lento:
La stipsi a transito lento si manifesta più comunemente nelle donne giovani che hanno poche evacuazioni (una volta o meno a settimana). La condizione spesso inizia con la pubertà. I sintomi associati più frequenti sono la rara urgenza alla defecazione, il meteorismo e il dolore addominale. Nei pazienti con minimo ritardo del transito, i fattori dietetici e culturali contribuiscono ai sintomi. In questi pazienti una dieta ad alto contenuto di fibre può aumentare il peso delle feci, ridurre il tempo di transito del colon e alleviare la stipsi.
I pazienti con un disturbo del transito più grave possono non rispondere alla dieta con fibre ed ai lassativi. Questi pazienti hanno uno svuotamento più ritardato del colon prossimale e meno contrazioni peristaltiche di massa dopo i pasti, che inducono il movimento del contenuto colico. L’inerzia colica, una condizione correlata, è caratterizzata da un transito colico lento e dal mancato aumento dell’attività motoria dell’intestino dopo i pasti, o dopo la somministrazione di specifici farmaci[6].

La malattia di Hirschsprung può essere considerata una forma estrema di anomalia del transito.

A cura del Dr. A. Scotti


[1] Defecazione: consiste nell’emissione delle feci dall’organismo
[2] Encopresi: defecazione in luoghi inaccettabili, è prevalentemente diurna
[3] lacerazione alla rima anale, cioè della mucosa che riveste il canale anale. Si manifesta con sanguinamento al termine della defecazione e intensissimo dolore
[4] Emorroidi: sono ectasie del plesso emorroidario, cioè il rigonfiamento delle vene che circondano l’ano. Possono essere esterne o interne.
[5] La defecografia registra segni radiologici come una ridotta discesa del perineo (meno di 1 cm) e un ridotto angolo anorettale (abitualmente meno di 15 gradi) durante la simulazione dello sforzo defecatorio
[6] dibisacodile, colinergici o anticolinesteraisici come la neostigmina