Il problema del trattamento delle cisti e delle fistole sacro coccigee è rappresentato dalla loro tendenza alla recidiva, cioè dalla capacità di ricomparire anche a breve distanza dal primo intervento.

NUOVA TERAPIA MINI INVASIVA:

Molto recentemente in alcuni ospedali specializzati in questo tipo di patologia è stata messa a punto una nuova tecnica mini invasiva che viene eseguita in regime ambulatoriale, necessita della sola anestesia locale e non prevede drenaggi né punti di sutura (fig. 1).

Tale tecnica comporta l’utilizzo di piccole lame circolari (Trefine) che asportano il tessuto malato e consentono contemporaneamente l’asportazione del contenuto della cisti e della fistola (fig. 2), (fig. 3).

Il risultato finale non sarà quindi di una grande cavità residua come nelle altre tecniche (fig. 4), ma solo la presenza di un numero variabile di piccoli forellini di diametro da 2 a 6 millimetri che rapidamente giungeranno a guarigione, consentendo contemporaneamente il ritorno precoce all’attività lavorativa fino al giorno successivo all’intervento (figg. 5 e 6).

Anestesia locale

Fig. 1: anestesia locale

Asportazione del corpo estraneo

Fig. 2: asportazione del corpo estraneo

Area di escissione con le vecchi tecniche

Fig. 3: area di escissione con le vecchie tecniche

Esito con tecnica classica

Fig. 4: esito con tecnica classica

Esito con tecnica mini invasiva

Fig. 5: esito con tecnica mini invasiva

Guarigione a 15 giorni

Fig. 6: guarigione a 15 giorni

L’incidenza di recidive con questa tecnica si aggira intorno al 10% con un miglioramento di circa il 15% rispetto alle altre tecniche. Il numero notevole di casi trattati anche in altri ospedali specializzati in questo tipo di patologie ci ha indotto ad adottare questa tecnica che oggi rappresenta l’avanguardia nel trattamento delle fistole e cisti sacro coccigee.

Fino ad oggi la terapia più in uso era rappresentata dalla escissione del corpo estraneo con due modalità chirurgiche:

Tecnica aperta
Questa consiste in una ampia asportazione della cute e dei tessuti della regione sacrale fino all’osso. La cavità residua, aperta, viene trattata con medicazioni ed il tempo di guarigione può anche essere molto lungo (da uno a tre mesi). Le recidive con questa tecnica sono dal 15 al 25% nella casistica internazionale.

Tecnica chiusa
Questa prevede, al contrario della precedente, la chiusura della cavità residua con punti di sutura e l’applicazione di un drenaggio. La rimozione dei punti e del drenaggio avverrà dopo 7/10 giorni. Seppure più confortevole delle tecnica aperta è indubbio che questa tecnica espone ad un maggior numero di recidive che sono nell’ordine del 20/25%.

VANTAGGI DELLA TECNICA MINI INVASIVA:

  • Anestesia locale
  • Minimo impatto chirurgico
  • Terapia ambulatoriale
  • Ripresa precoce dell’attività lavorativa
  • Assenza di dolorose e lunghe medicazioni postoperatorie
  • Assenza di vaste cavità residue
  • Diminuzione delle recidive al 10%